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Elvira Di Lorenzo

Elvira Di Lorenzo

Laurea in Operatore dei beni culturali - Guida Turistica
Categorie: Guide

Mi Chiamo Elvira, ho 31 anni e sono laureata Magistrale in Operatore dei Beni Culturali indirizzo storico artistico. Dal 2013 sono regolarmente iscritta negli albi degli accompagnatori turistici e guide turistiche Regione Abruzzo. Ho esperienza quasi decennale anche nel volontariato nella veste di Delegata Volontari presso il FAI di Pescara. Ho esercitato la mia esperienza di guida turistica esclusivamente in ambito regionale.
La salvaguardia e la promozione del patrimonio storico artistico è quello in cui credo fortemente.

Metto a disposizione le mie capacità, competenze ed esperienza come “Cicerone Fai” presso la Delegazione Fai di Pescara. Lo spirito associativo e la sua mission rafforza ancor di più dentro di me l’amore per i beni culturali e paesaggi della mia bellissima Nazione: l’Italia!
Numerose le mie esperienze nel settore turistico da assistente museale presso il Museo di Palazzo de’ Mayo a Chieti ad accompagnatrice turistica in veste occasionale presso agenzie di viaggio locali.

 

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Indirizzo

PE, Pescara, Abruzzo, Italy

Telefono

Tel: 0854492921
MOB: +393931628348

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Il percorso di visita si snoderà nei principali siti di recente restauro:

1) Santa Maria di Collemaggio: fu iniziata nel 1287 da Pietro Da Morrone che sette anni dopo veniva incoronato Papa. L'originale facciata decorata a disegni geometrici con lastre bianche e rosa è arricchita da interessanti elementi architettonici. Splendido esempio di gotico fiorito, il rosone è costituito da un doppio giro di colonnine tortili e archetti trilobati.

A sinistra della facciata, si apre un monumentale e prestigioso portale sormontato da un dipinto della Vergine con San Giovanni Battista e Pietro Celestino, nonché dallo stemma cittadino, cioè un'Aquila del periodo Svevo. Si tratta della prima Porta Santa della storia, fortemente voluta da Celestino V, l'unico papa a diventare tale non a Roma, ma proprio all'Aquila all'interno di questa basilica.

Nell'agosto del 1294 a Collemaggio Celestino V emanò una Bolla pontificia della perdonanza con la quale concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutti i battezzati. Il percorso procede poi all'Interno della Basilica.

2) I visitatori verranno accompagnati in direzione di Piazza Duomo dove sorge la chiesa di Santa Maria del Suffragio o Delle Anime Sante presenta un'architettura settecentesca di derivazione borrominiana ed è caratterizzata dalla suggestiva facciata concava completata nel 1770 ad opera dell'architetto Carlo Burrati.

Nell'interno, in stile barocco, si può trovare il Sant'Antonio da Padova di Teofilo Patini.

3) Parco del Castello dell’Aquila vero polmone verde della città, si sviluppa attorno al Forte Spagnolo .Conosciuto anche con il nome di Castello Cinquecentesco, fortezza dell’Aquila, è stato costruito durante la dominazione spagnola nella prima metà del XVI° secolo, ma mai usato per scopi bellici. Venne restaurato nella seconda metà del Novecento ed adibito a sede di mostre e convegni. Purtroppo a causa del violento terremoto verificatosi nel 2009 al momento non è agibile.

4) Chiesa di San Bernardino: la chiesa di si trova al termine dell’omonima e scenografica scalinata, nel centro storico dell’Aquila, a circa 600 m dal Forte Spagnolo.

Venne costruita, con l'adiacente convento, fra il 1454 e il 1472 in onore di san Bernardino da Siena, le cui spoglie sono custodite all'interno del mausoleo del Santo realizzato a opera di Silvestro dell'Aquila. La facciata, eretta nel secolo successivo da Cola dell'Amatrice con influenze michelangiolesche, è considerata la massima espressione dell'architettura rinascimentale in Abruzzo. La visita proseguirà nell'interno settecentesco dal gran soffitto in legno e oro zecchino, realizzato, con l'organo, da Ferdinando Mosca da Pescocostanzo. Nella navata di destra una bella pala di Andrea della Robbia.

Per la primavera 2019 previste le riaperture stabili al pubblico delle Chiese di San Pietro in Coppito e San Silvestro.
Ritrovo dei partecipanti in Piazza Carlo Tresca, all'ingresso della villa, adornata dal monumento commemorativo.

Monumenti e luoghi di interesse:

1) La basilica di San Panfilo: è il primo monumento che si presenta ai visitatori che entrano a Sulmona venendo dalla stazione ferroviaria. Secondo alcuni storici fu eretta nell'VIII secolo sui resti del Tempio di Apollo e Vesta. Nel 1076 il vescovo Trasmondo la fece restaurare. Alla descrizione architettonica esterna, seguirà quella interna dai rifacimenti settecentechi in pieno stile Barocco. Il tesoro della Basilica èil busto in rame dorato e argenteo di San Panfilo opera di Giovanni Marino di Cicco del 1458.

La visita guidata procede lungo corso Ovidio con le seguenti tappe:

2) Il Palazzo della Santissima Annunziata e sulla sinistra la chiesa dell'Annunziata. Il palazzo, ex lazzaretto poi ospedale, ha conosciuto almeno 4 periodi di costruzione dal 1415 al 1700. La chiesa, originariamente del 1320, più volte rimaneggiata e, infine, completamente ricostruita dopo il terremoto del 1706 su disegno di Pietro Fontana in piene forme barocche.

3) Chiesa di San Francesco alla Scarpa: costruita nel 1200 fu ampliata da Carlo d'Angiò nel 1290. All'interno tele del Porretta da Arpino e di Gian Paolo Olmo.

4) Piazza Garibaldi (Piazza Maggiore), caratterizzata da planimetria rettangolare, con uno spicchio dell'acquedotto medievale e una fontana monumentale sul versante opposto, coronato dalle chiese di San Filippo Neri e San Rocco.

L'acquedotto medievale: suggestivo monumento rettilineo che con i suoi splendidi archi delimita piazza Garibaldi, costruito dai sulmonesi alla metà del XIII secolo.

5) Chiesa di Santa Maria della Tomba: il curioso nome le viene da un antico sepolcro che all'origine si trovava nel bel mezzo della chiesa e che in passato andò distrutto.

Descrizione architettonica della facciata gotica del 1400.

All’’interno sulle pareti è possibile ammirare parte della decorazione pittorica datata tra il XIV e il XVI secolo. Preziosa è la scultura in terracotta del XVI secolo raffigurante la Madonna col Bambino, così come il crocifisso ligneo del XVII secolo.
VISITA A LANCIANO (CH)
“La città del Miracolo Eucaristico”
Durata del percorso 5 ore
Ritrovo dei partecipanti all'inbocco di Corso Trento e Trieste.

Al termine di Corso Trento e Trieste, i partecipanti si radunano a Piazza Plebiscito dove potranno ammirare la 1) Chiesa di Santa Maria del Ponte : fu costruita nel XIV secolo ed ottenne da Bonifacio IX, in più occasioni,titoli e indulgenze. L'architettura originaria della facciata è del Michitelli; all'interno le pareti e le volte sono affescatecda Giacinto Diano. Il campanile è datato al 1619.
2) Ponte romano di Diocleziano :Collocato sulla strada consolare Flamina Adriatica, il ponte di Diocleziano fu costruito in epoca tardo imperiale dagli abitanti di Anxanum, con lo scopo di congiungere il quartiere Prato e il Piano delle Fiere, separati dal fosso della Pietrosa.
Il ponte, crollato in seguito al terremoto del 1088, fu ricostruito nel XIII secolo in forme medievali; al di sopra fu eretta una prima cappella dedicata alla Vergine, restaurata e ampliata nei secoli successivi fino a raggiungere le dimensioni dell'attuale Chiesa della Madonna del Ponte.
Avendo occupato il battuto del ponte, il complesso chiesastico divenne luogo di transito per i mercanti diretti al Piano delle Fiere, fino a quando non fu realizzato un passaggio voltato al di sotto della chiesa (1520) ed un "corridoio" pedonale sul fianco sinistro.
I sotterranei della Madonna del Ponte e della chiesa di s. Francesco ospitano un percorso museale dedicato alle fasi costruttive del ponte di Diocleziano, ai resti del primo santuario del Miracolo Eucaristico e alle campagne archeologiche effettuate in loco.
2)Salendo lungo Corso Roma, c'è l'antica chiesa un tempo San Legonziano e poi San Francesco .
Piu’ comunemente viene chiamata chiesa del Miracolo perché, nel VII secolo, durante la Messa, l'ostia si sarebbe trasformata in carne e il vino in sangue. All'interno una composizione scultorea in marmo è dedicata alle reliquie dell'ostia, proprio in ricordo del Miracolo.
3) Nel quartiere antico Civitanova, in via Federico Spoltore, si erge la Chiesa di Santa Maria Maggiore, sui resti di un tempio romano dedicato ad Apollo. Fu costruita e poi rimaneggiata e restaurata nel corso dei secoli. Sulla facciata un portale del Trecento del lancianese
Francesco Petrini; l'interno a tre navate in stile gotico ove vi si conserva una croce processionale alta 1,49 cm in argento cesellato a smalto opera dell'orafo Nicola da Guardiagrele.
4) Quartiere Civitanova - Sacca: Resti delle Torri Montanare. Erette verso il X secolo quando la città di Lanciano inglobò il quartiere di Civitanova per difendere questo lato della città. Sono chiamate così perché difendevano la città dal lato montano.

FOSSACESIA “ABBAZIA DI SAN GIOVANNI IN VENERE”
Durata: 1 ora

Complesso monastico di San Giovanni in Venere è composto da una basilica e dal vicino monastero, entrambi costruiti all'inizio del XIII secolo.
Posizione: L'abbazia di San Giovanni in Venere si trova nel comune di Fossacesia, su una collina prospiciente il mare Adriatico a 107 m s.l.m.

TRABOCCO PUNTA TUFANO
Durata: 2 ore
La Costa dei Trabocchi, si estende da Francavilla a San Salvo ed include le località di Ortina, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto.
Il trabocco è un'imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d'Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall'acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un'enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.
Inquadramento geomorfologico del territorio :

Chieti è situata nella parte centro-orientale dell'Abruzzo, a 330 metri sul livello del mare, su un colle che divide le acque del bacino del fiume Aterno-Pescara (a nord) da quelle del fiume Alento (a sud).
La città gode di una favorevole posizione geografica, sia perché vicina alla riviera adriatica e alle masse montuose della Majella e del Gran Sasso con i relativi e immaginabili paesaggi (è detta "il terrazzo d'Abruzzo" e "la città aerea"), sia perché è servita dalle principali reti di trasporto del versante adriatico del Centro Italia.

Origine del nome: Secondo Strabone, Chieti fu fondata da genti dell'Arcadia: la chiamarono Tegeate in memoria di Tegea, capitale dell'Arcadia. Tegeate si sarebbe poi trasformato in Teate o Tiati ed infine in Tieti che muto’ in Chieti.

Antiche origini: Lo storico Lucio Camarra, sostiene che la città fu fondata da Ercole nel 2716 del mondo, in sostanza 1252 anni prima della nascita di Cristo. Un altro storico, Alessio Gelandio, sostiene invece che fu Achille ad edificare la città chiamata Teate in onore di sua madre Teti.

Comunque siano andate le cose, Teate, fu, come scrive l'Ughelli “antiquissima Marrocinorum urbe, ante ipsam Roman condita et caput gentis”.

Teate fu fondata e abitata da genti italiche: gli osci per primi, che vi rimasero sino a quando le tribù sabelliche dei marsi di Marruvium li scacciarono intorno all’anno 1000 a. C.

Nasceva intanto l'astro di Roma, le cui mire espansionistiche dovevano, dapprima, subire un duro colpo allorché i Sanniti, nel 311 a.c. sconfissero, con l'aiuto dei Marruccini, le truppe della futura città imperiale.

L'amicizia con Roma nacque quando decisero di unirsi per combattere gli agguerriti Equi.

Combatterono contro Pirro,furono presenti in modo massiccio nella guerra gallica, subirono il passaggio devastante di Annibale nel corso della seconda guerra punica,e non ottennero in cambio un bel niente perché Roma rifiuto’ loro la cittadinanza. Ci volle una “guerra sociale” che vide i Marruccini allearsi ad altre popolazioni locali per sputarla unitamente a Corfinium e Marruvium, a far parte della quarta delle undici regioni in cui Augusto aveva diviso l'Italia.

Collegata con Roma la Tiburtina-Valeria-Claudia che saliva sin sopra la città per poi scendere dall'altro lato, Teate si arricchi' di splendidi monumenti, templi,terme, l'anfiteatro,il foro.

Monumenti e luoghi di interesse:

-In Piazza  Gabriele Valignani da ammirare il Palazzo dell'Arcivescovado e al suo fianco una torre fatta erigere dal Vescovo Valignani intorno al 1470;

-Teatro Marruccino: uno dei vanti della città. La costruzione fu iniziata nel 1813 e dovette venir restaurata in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Deve la sua fama,oltre alle pregevoli caratteristiche architettoniche, alla ricchezza del suo ambizioso programma, da sempre specchio dell'elevata attenzione dei Teatini nei confronti della cultura.

-La Cattedrale di San Giustino: la Cattedrale è il complesso monumentale più rilevante della provincia di Chieti. Nel luogo si sono sovrapposti diversi edifici religiosi nel corso dei secoli. Le prime costruzioni pare si possano far risalire all’epoca paleocristiana. Solo nel corso del 1600, però, la Cattedrale di San Giustino prende le forme odierne. Gli spazi interni vengono definiti sul finire dell’800 in stile tardo barocco. Infine, le modifiche conclusive della facciata in chiave medioevale dal 1920 per mano di Guido Cirilli.

-Corso Marrucino: lungo il corso principale della città  possiamo ammirare:

1)La Chiesa di San Domenico sorta a Chieti come Monastero domenicano, dalla fine del ‘700 ospito’ una scuola di studi classici, divenuta nel settembre 1861 uno dei primi regi licei classici, chiamato real Convitto Gian Battista Vico. La chiesa fu costruita durante il XVII secolo. Tuttavia era originariamente dedicata alla Vergine Maria e a Sant'Anna. La riconsacrazione della chiesa al culto di San Domenico è avvenuta verso l'inizio del XIX secolo dopo la demolizione del precedente edificio dei domenicani. La facciata è in stile classico in pietra e divisa in due ordini. Il campanile in cotto, risale al XVIII secolo.

2)i portici del Corso Marruccino,elegante un po' nostalgico, con quel suo vecchio caffè in stile liberty che ancora reclamizza, nelle insigne laterali, il meglio della pasticceria di fine secolo.

3) Palazzo De' Mayo: edificio monumentale di straordinario pregio sei-settecentesco dalle dimensioni importanti e di notevole impatto architettonico nella realtà urbanistica ed artistica della citta’.

-Piazza dei Templi Romani: i Tempietti Romani, comunemente detti di San Paolo, sono stati riportati alla luce nel 1935 durante il risanamento del quartiere e il ripristino della Chiesetta Di San Paolo.

- In Via Asinio Herio sorge il Teatro Romano: fu costruito nel I sec. d.C. Dell'antica costruzione, che aveva forma circolare, rimane in piedi l'ala sinistra della cavea nella quale si conservano alcuni corridoi interni; la grande cavea consentiva un numero grandissimo di spettatori (circa 5000) in quanto il teatro misurava oltre m.80 di diametro.

-Anfiteatro romano è ubicato nella zona del colle della Civitella. Era a forma ellittica, costruito intorno al II sec. d.C, il diametro è di 80 metri circa; cinquemila forse piu, i posti per gli spettatori.

MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA CIVITELLA: Sorge sulla sommità dell’acropoli di Chieti, la parte più alta della città, da cui si vedono svettare le pendici settentrionali del massiccio della Majella.
L’area è stata livellata a metà ‘800 per creare una piazza d’armi, poi convertita in campo sportivo. Durante gli ultimi due decenni del ‘900 è stata oggetto di scavo e questa lunga ricerca ha consentito di portare alla luce i resti di un santuario (II secolo a.C.) - che comprendeva tre templi - e la parte inferiore dell’anfiteatro (I secolo d.C.).
L’edificio museale, progettato dall’architetto abruzzese Ettore de Lellis, è stato inaugurato il 18 novembre 2000 con lo scopo di permettere l’adeguata tutela, valorizzazione e fruizione dei templi, dell’anfiteatro e dei reperti recuperati durante gli scavi di questi ultimi, nonché dei manufatti provenienti dalla collezione dell’erudito Vincenzo Zecca, dall’Antiquarium Teatino e dalle indagini archeologiche di Chieti e dell’area marrucina.

POLO MUSEALE d'Abruzzo VILLA FRIGERJ:

Il museo ha sede a Chieti in una elegante villa neoclassica, progettata dall’architetto napoletano Enrico Riccio per volere del barone Ferrante Frigerj nel 1830.

All’interno, è esposta la più importante raccolta archeologica abruzzese, fruibile attraverso il nuovo percorso museale, allestito nel 2011 e ampliato nel 2014 seguendo criteri espositivi che privilegiano gli aspetti etnici e topografici delle antiche popolazioni della regione. Al piano terra il visitatore potrà approfondire le tematiche legate alla statuaria antica e, in particolare, potrà contemplare il famoso Guerriero di Capestrano, un capolavoro artistico del VI secolo a.C., al quale è dedicata la sala “Al di là del tempo”.

Durata:  3 ore
  • Lanciano-Fossacesia-Costa-dei-Trabocchi.pdf
  • VISITA-A-SULMONA-AQ.pdf
  • VISITA-DEL-CAPOLUOGO-DELLA-REGIONE-ABRUZZO-“L’-AQUILA-una-città-rinata”.pdf

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